Traduzione letteraria

La Scandinavia e la letteratura per i più piccoli. Un universo che l'Italia dovrebbe (ri)scoprire

Ben ritrovati, cari amici del blog di Parole Nude. Abbiamo passato il periodo delle feste - a proposito: auguri, seppure in ritardo -, i bambini sono rimasti a casa da scuola e sono andati a letto un po' più tardi del solito, magari cullati da una fiaba raccontata loro dai genitori. Fiabe, appunto. Questo sarà il tema del mio secondo intervento, che mi farà rimanere nel campo della letteratura scandinava.

Scrivere il diario di una traduzione: un nuovo trend tutto da scoprire

diarioIl diario di una traduzione non è il diario di un traduttore, per quello ci sono blog e pagine social dove liberare le proprie riflessioni su gioie e dolori di questo lavoro. Il diario di una traduzione è un giornale di bordo in cui annotare, condividere e raccontare come nasce la traduzione di un’opera letteraria. È un lavoro arduo, perché un traduttore letterario è sempre preso dal testo a cui lavora – senza contare che spesso deve arrotondare facendo altro –, perciò non è semplice trovare il tempo di scriverlo.

 

Il suo nome era Alfons Åberg, ma lo chiamavan Alfonso: quando traduttore ed editor devono collaborare

Disclaimer: quello che sto per scrivere non è da considerarsi politically correct. Ma, e se sarete così benevoli da seguirmi ve ne accorgerete presto, io stesso non lo sono mai stato. Argomento sarà un episodio accaduto al sottoscritto durante un seminario di traduzione dalle lingue scandinave che si è tenuto in occasione della Bologna Children's Book Fair 2013. Tema: la traduzione della letteratura scandinava per l'infanzia, un mondo vasto e per larghi tratti inesplorato da noi italiani, ma del tutto da scoprire.

 

Messaggio PETRA #3: riconoscete il valore culturale ed economico dei traduttori letterari

Siamo arrivati all’ultimo dei tre articoli dedicati all’analisi di come la traduzione letteraria viene percepita in Europa. Dopo un’introduzione e una valutazione sul concetto di fiducia e visibilità dei traduttori, adesso è il momento di affrontare alcuni aspetti ‘pratici’, se così si può dire. Durante il primo convegno PETRA si è parlato molto di soluzioni e interventi in grado di riconoscere il valore sia culturale che economico dei traduttori letterari. Purtroppo, è necessario affrontare contemporaneamente due argomenti che sembrano spesso stridere quando vengono affiancati: sapere e denaro.

 

Messaggio PETRA #2: date fiducia e visibilità agli autori delle traduzioni

Tra i temi affrontati durante il convegno PETRA del 2011, che ho introdotto nell’articolo precedente, quello della situazione culturale e della visibilità dei traduttori letterari in Europa mi ha profondamente colpito. J.J. Becker e M. de Haan, che hanno curato questo intervento, esordiscono così: “I traduttori sono le grandi firme invisibili della letteratura.” Non si può far altro che riflettere di fronte a un’aperta dichiarazione come questa. Riflettere sul superamento di uno dei più grandi fardelli della traduzione letteraria: l’invisibilità del traduttore.

 

Messaggio PETRA #1: parlate di traduzione letteraria e agite per cambiare le condizioni di lavoro di chi la crea

 

Questo è il primo di una serie di articoli che ho deciso di dedicare agli spunti di riflessione suggeriti dagli atti del primo convegno PETRA (Piattaforma Europea per la Traduzione Letteraria) tenutosi a Bruxelles nel dicembre 2011 e pubblicati a settembre 2013 in versione italiana dal sindacato STRADE. In quanto traduttrice, accolgo il messaggio lanciato al mondo della traduzione letteraria:

“Che siate rappresentanti politici o responsabili delle decisioni, traduttori o persone attive in un’associazione di traduttori, in una rete letteraria o nel settore dell’istruzione e formazione del traduttore letterario, che siate editori, critici letterari o promotori di manifestazioni o festival plurilinguistici, la presente pubblicazione dovrebbe essere il vostro interesse.

Caro lettore, le condizioni in cui la traduzione letteraria si pratica devono cambiare. Perché non cominciare sin d’ora?” – P. Buekenhout, B. Vonock

 

 

Quando il traduttore letterario diventa 'indie'

Un articolo pubblicato circa due anni fa su indiereader.com titola: “Indie Translators: Money is Waiting”. Forse non è proprio oro tutto quello che luccica, ma è vero che per i traduttori letterari si sta aprendo una fetta di mercato nuova, figlia del self-publishing [auto-pubblicazione]. Per una professione che, almeno in Italia, spesso fatica a ottenere contratti e riconoscimenti economici equi, la strada indie [independent] è uno spiraglio tutt’altro che insignificante. Ma cosa significa essere un indie translator? In cosa è diverso da un ‘classico’ traduttore editoriale?

 

Breve manifesto dell'identità del traduttore

Cultural Studies – chi è appassionato o vive di traduzioni ha incontrato almeno una volta nel suo percorso queste teorie (trovate approfondimenti seguendo il link!) – hanno dato il via a riflessioni sulla traduzione in cui il traduttore ha assunto il ruolo di cultural relocator, di mediatore culturale, vale a dire ha preso coscienza di essere una figura che ‘trasporta’ nel mondo della lingua di arrivo [target language] l’identità linguistica e culturale di quel determinato autore straniero e dei suoi luoghi.

E se questo giustissimo interesse nei confronti del senso d’identità fosse rivolto al traduttore in prima persona?

 

Post #0 sulla traduzione per superare un timore reverenziale

Prima di iniziare a parlare liberamente di traduzione e di come io vedo questa disciplina ho sentito il bisogno di scrivere una specie di post #0, quello in cui si fanno tutte le premesse, spiegando l’approccio scelto per trattare di quel determinato argomento. Il tutto ovviamente per non turbare gli animi, per non confondere le idee e per non sembrare fuori luogo.

 

Un omaggio a Sherlock Holmes: un successo di ieri che può far riflettere oggi.

sherlock mirror centuryLa silouette di Sherlock Holmes mi segue dall’università. Qualche anno fa Holmes è stato il mio ‘compagno’ di tesi e oggi è il protagonista del mio primo libro tradotto, ma non ancora uscito. Perciò ho deciso di celebrare la nascita del blog di Parole Nude.

 

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